Con il termine embriotransfer (trasferimento embrionale) s'intende il momento in cui, a seguito di una fecondazione in vitro, gli embrioni sono collocati direttamente all’interno dell’utero della donna. È una procedura semplice e quasi sempre totalmente indolore, simile ad un’inseminazione intrauterina (IUI).
Per sottoporvi si non c'è bisogno di alcuna anestesia; è eseguito semplicemente posizionando lo speculum per evidenziare il collo dell’utero.
Gli embrioni sono aspirati, insieme a una piccola quantità di liquido di coltura, in un sottile catetere. Questo avviene sotto la cappa a flusso laminare posta nella sala operatoria, dove si esegue il transfer. Il catetere così caricato è inserito direttamente nel canale della cervice fino ad arrivare nell’utero, dove sono poi appoggiati sull’endometrio. È importante che il transfer avvenga nel modo corretto; gli embrioni non devono soffrire gli sbalzi di temperatura e non devono rimanere alla luce troppo a lungo.
Per far in modo che la delicata procedura di posizionamento nell'utero avvenga correttamente e senza procurare danni che possano interferire con il buon esito della procedura, è stato messo a punto un nuovo metodo di posizionamento: trasferimento embrionale eco guidato.
Si esegue con l’ausilio ecografico trans - addominale che mette in mostra e localizza correttamente il punto preciso e desiderato.

Trasferimento di blastocosti in 5° giornata
Prevede il trasferimento embrionale allo stadio di blastocisti con il vantaggio che vengono inseriti proprio durante la fase in cui, anche naturalmente, sarebbero arrivati nell'utero allo stesso stadio.
Si ha una miglior selezione degli embrioni, perchè la grande parte di quelli “difettosi” arresta loro sviluppo proprio tra il terzo e il quinto giorno, permettendo una scelta basata sui principi di maggior sopravvivenza e con la possibilità più alta di successo.
Questa è definita una sorta di “selezione naturale” in quanto, gli embrioni che arrestano loro sviluppo durante la procedura in vitro, potrebbero essere quelli non in grado di continuare a svilupparsi nemmeno nell’utero.
Protraendo la coltivazione in vitro fino allo stadio di blastocisti si riduce il numero di embrioni disponibili per il trasferimento alzando tuttavia la percentuale di successo. Gli embrioni di buona qualità, che non sono stati trasferiti, possono essere congelati (vitrificazione).

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